Un giornalista scrive parole lusinghiere su un paese, un albergo, un’attività e chi legge pensa che, in fondo, quell’articolo sia “pilotato”. In questo caso – e chi scrive si assume tutta la responsabilità di quanto racconta – tutto quello che viene descritto è assolutamente vero e verificabile.
Courmayeur, cuore delle Alpi, uno dei luoghi “storici” dello sci, in Italia ma anche a livello internazionale. In effetti se è consueto parlare in chiave invernale di questa deliziosa bomboniera valdostana ai piedi del gigante delle Alpi – il Monte Bianco con i suoi 4810 metri – lo è molto meno vederla ammantata di verde, anziché del nitore niveo, nel periodo primaverile o estivo.
Se in inverno, con la neve, tutta l’atmosfera invita al dinamismo delle piste da sci, in estate i motivi di interesse all’aria aperta sono altri, ma non per questo meno “sportivi”, dalle passeggiate, alle ferrate – via via salendo – alle montagne conquistate con tecnica alpinistica.
Ma ora non siamo qua per parlare di sport, ma di coccole post-sport, di indulgenze epicuree da concedersi per disintossicarsi dallo stress del business urbano.
Dicevamo: Courmayeur, un albergo che da poco più di un anno ha cambiato proprietà ed è ora governato con un’estrema sensibilità al benessere dell’ospite.
Il Grand Hotel Royal e Golf è un’istituzione, a Courmayeur: albergo di gran prestigio, con un aspetto quantomai lontano dalla classica immagine del tipico albergane internazionale grazie alle personalizzazioni valdostane dovute ai numerosi palchi di cervi (le… decorazioni cornee che sfoggiano sulle loro teste) con i quali sono fatti sedie e lampadari – ma niente paura: nessun animale abbattuto, le corna le perdono annualmente al momento della muta – le numerose boiserie che trovano la loro massima sintesi nel “Petit Royal”, uno dei due ristoranti presenti nell’albergo, un piccolo spazio un piccolo spazio che è il regno del gourmandise e ha da poco conquistato la quinta stella di qualità.
Sembrerà un argomento poco pertinente e che nulla ha a che vedere con il benessere del cliente, ma uno staff – personale estremamente professionale e attento – che segue Patrizia, la direttrice, spesso da un decennio fino a che, abbandonata circa un anno fa un’altra realtà alberghiera di Courmayeur, si è spostata armi e bagagli in questo monumento dell’hotellerie valdostana qualcosa significa e si riflette sulla qualità dell’accoglienza.
Se il personale è ben motivato – e la fedeltà a chi lo gestisce ne è cartina di tornasole – probabilmente significa soddisfazione che conduce a lavorare con la passione e l’orgoglio per il proprio ruolo, valori che vanno oltre la semplice professionalità e che contribuiscono – appunto – a far sentire il cliente come un vero ospite.
Ma abbiamo esordito parlando di coccole, di wellness, andiamo quindi a vedere cosa offre questo delizioso albergo.
Basta scendere al “-1” con l’ascensore, varcare la soglia “fitness” per trovarsi nel paradiso del relax. Concepita secondo i più classici principi dei più attenti alberghi del nord Europa – sauna, bagno turco, frigidarium, sala massaggi, sala relax, piscina aperta e riscaldata, firness club – questa zona invita davvero a prendersi cura del proprio corpo per costringerlo a depurarsi dalle tossine accumulate nella settimana cittadina tra le mani di Annamaria, la responsabile di questo sancta sanctorum del benessere.
Già partendo dallo step sotto le mani sue e di Daniela, con un massaggio ad hoc per le esigenze del cliente si capisce che qua ci si può davvero abbandonare a piaceri epidermici di cui ci si era dimenticati e che fanno bene anche all’anima.
Sauna, frigidarium, piscina e tutto il resto completano poi, a vostra scelta, il percorso del benessere.
Ma non vogliamo chiudere limitando il wellness offerto dal “Royal” solo ai vari trattamenti corpo, vogliamo invece portare un attimo l’attenzione sui piaceri della gola.

Patrick Pennino, il geniale chef del Royal con una sua creazione: ravioli alle patate e tartufi gratinati
Parlavamo di due ristoranti uno dei quali veramente “speciale”. Questa zona è il regno di Patrick Pennino, benevolo deus ex machina delle due cucine più che chef dell’albergo, a parte la qualità delle preparazioni e l’originalità ben equilibrata degli abbinamenti gastronomici, sempre sulla scia della cura del benessere e dell’approccio naturale, la cucina di Patrick è assolutamente leggera, sebbene estremamente gustosa.
Ma qui il neo c’è, e va detto: è davvero difficile resistere alle tentazioni golose dello chef del Royal che conclude la sua proposta con un carrello dei dolci assolutamente strepitoso, la conseguenza potrebbe essere l’invalidamento dei benefici dietetici di saune e massaggi… e allora?!?…
Allora è semplice: i prossimo week end ancora qui, anche perché se è vero che non è facile godere di spazi per i nostro benessere qui al “Royal e Golf” li trovi tutti concentrati, e allora tanto vale arrendersi e lasciare che, a partire dai godimenti del corpo, anche le nostre anime ne traggano beneficio: Courmayeur vi aspetta, edonisti epicurei fatevi avanti!!!


